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Scheda del Libro

“L’instaurazione dello storico Stato ebraico su base nazionale e totalitaria, legato da un trattato con il Reich tedesco, sarebbe nell’interesse del mantenimento e del rafforzamento della futura posizione di potere tedesca in Medio Oriente” I sionisti del Lehi, proponendo un’alleanza militare al Terzo Reich.

“Ci hanno chiamato i fascisti del Sionismo. E sia. Voglia il Signore che la nostra opera sia così provvida per le sorti d’Israele risorgente come lo è stato e lo è quella del Fascismo per l’Italia” Circolare sionista-revisionista italiana.

“Anche noi, siamo contro il matrimonio misto e per il mantenimento della purezza del gruppo degli ebrei” I sionisti tedeschi al governo del Reich.

“Voi siete l’uomo scelto dal Fato per recare qualche sollievo alla miseria crescente inflitta al nostro popolo” il leader sionista C. Weizmann a B. Mussolini.

“Gli Ebrei dell’Est sono creature pietose…di un livello quasi non umano” caratterizzate da “visioni morali sub-asiatiche estranee allo spirito tedesco” M. Naumann, capo Lega degli Ebrei Nazionali Tedeschi.

“La fedeltà verso Iddio e la Sua Legge, vi confermerà nella fedeltà verso la Patria, verso il Duce e verso il Regime che ha salvato l’Italia” Rabbino A. Toaff ai giovani ebrei.

Questo libro fornisce fatti, dati e documenti tanto importanti quanto puntualmente ignorati nello studio della seconda guerra mondiale e, in particolare, nell’analisi degli intensi rapporti che hanno coinvolto le più diverse organizzazioni ebraiche (religiose, non religiose, socialiste, nazionaliste, sioniste, sioniste-revisioniste) e le gerarchie politiche dell’Italia di B. Mussolini e della Germania di A. Hitler. Alcuni tra i temi affrontati saranno: la presenza massiccia di ebrei tra i dirigenti dello stato fascista, il caso del giornale ebraico-fascista “La Nostra Bandiera”, gli intensi e proficui scambi tra i dirigenti sionisti e l’Italia di quegli anni in campo economico e politico, il rapporto privilegiato dei sionisti-revisionisti di Jabotinsky – considerati i “fascisti del sionismo” – e le organizzazioni di regime, in particolare la nascita, presso la scuola marittima di Civitavecchia, di un corso ebraico, nucleo della futura marina israeliana; in ambito tedesco: l’esistenza di gruppi organizzati di ebrei “assimilati” favorevoli all’instaurazione del nazionalsocialismo, la presenza tutt’altro che ridotta di esponenti di origine ebraica nelle forze armate e negli apparati di potere tedeschi, le fonti finanziarie del regime hitleriano, i forti legami e gli importanti accordi “nazi-sionisti” tra cui l’Haavara (per il trasferimento delle proprietà ebraiche in Palestina) e gli Umschulungsläger (campi di addestramento per i pionieri sionisti presenti in Germania), le collaborazioni con i sionisti-revisionisti ed in particolare le proposte di alleanze di guerra avanzate dal Lehi al Terzo Reich in cambio d’aiuto per la creazione dello stato ebraico. A questi passaggi se ne aggiungono molti altri che per brevità non riportiamo.

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