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Nuovo attacco comico dell’ANPI, ovvero “Dalla conferenza di Reggio Emilia alla strage di Firenze”

26 dicembre 2011

I giorni di queste Sante Feste sono stati accompagnati da alcune buone notizie per “L’Asse Roma-Berlino-Tel Aviv”.

Se il giorno della Vigilia abbiamo annunciato l’acquisizione del libro presso la Biblioteca del Palazzo della Pace (collegamento) e se ieri abbiamo reso pubblico l’inserimento nel catalogo della Bibliothèque de documentation internationale contemporaine (collegamento), il giorno di Santo Stefano non poteva mancare una qualche notizia.

Ci sarebbe piaciuto affrontare questioni serie ma ci tocca (ri)parlare delle dichiarazioni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia che, ormai a corto di “partigiani del 26 aprile” e costretta a ripiegare su “partigiani” nati sotto il governo De Gasperi, ci ha regalato un attacco comico perfettamente inseribile nella trama di un cinepanettone.

Non contenti di averci già in un qualche modo associati – dopo accuse di razzismo –  allo stragista filosionista novergese Breivik  (no, non è uno scherzo: Attacchi concentrici. Una strana “alleanza” contro “L’asse Roma-Berlino-Tel Aviv”, 10 settembre 2011 ) ora non potevano farsi sfuggire la ghiotta occasione di trovare un blando legame tra la strage di Firenze e il “brodo di coltura” generato da quella conferenza di Reggio Emilia in cui nel giugno scorso si presentò il libro (Attacchi recenti, rassegna stampa e nostro comunicato, 31 maggio 2011). Una volta constatato lo squallido tentativo di strumentalizzare una tragedia per fini politici, si impone una piccola riflessione.

Innanzitutto va detto che se costoro non potessero appellarsi ad attenuanti dovute ad evidenti mancanze di lucidità, sarebbe il caso di querelarli.

Poco consigliabile imbarcarsi in un’avventura di questo tipo, al contrario risulterebbe consigliabilissimo per questi piccoli censori-antifa richiedere il titolo di israeliani onorari. Diversi furono gli ebrei arianizzati sotto il Terzo Reich, non potrebbero forse gli zelanti resistenti post-resistenziali richiedere allo Stato sionista una sorta di certificazione definitiva che li affranchi da ambiguità indesiderate? Se non proprio israeliani onorari, potrebbero ambire al ruolo di utili noachidi. Magari avrebbero in concessione la camicia bruna indossata in giovinezza da qualche esponente della destra israeliana o la camicia nera di qualche fondatore della marina sionista.

Visto il carattere da commedia invernale incarnato dall’articolo in questione, non possiamo non riprodurlo qui di seguito.

Augurandovi una Santa prosecuzione di queste Feste, vi salutiamo calorosamente.

L’ANPI REGGIANA:
“La strage di Firenze non può essere considerata
soltanto opera di un malato di mente…”

Di fronte all’atroce attentato razzista di Firenze, che ha visto l’uccisione a sangue freddo di due senegalesi e il ferimento di altri due che al momento risultano in gravi condizioni, non ci si può limitare a considerare tale luttuoso evento soltanto opera di un malato di mente, come comunque certamente era l’assassino subito dopo suicidatosi, Gianluca Cassieri, militante di Casa Pound del capoluogo toscano. Pure l’assassino neonazista che a Oslo compì una spaventosa strage uccidendo 77 persone, la maggior parte delle quali giovani socialisti a convegno, è stato giudicato malato di mente. Anche se a suo tempo il leghista Borghezio ebbe ad affermare che, fatta la tara dell’eccidio, le idee anti immigrati di Breivik, erano “buone, anzi ottime”.
Già all’epoca della strage di Oslo affermammo, e oggi a maggior ragione ripetiamo, che da tempo un fantasma si aggira per l’Europa, il fantasma del neonazismo, della supremazia della razza bianca.
C’è tutto un pullulare di agghiaccianti recuperi di teorie già viste e conosciute e dolorosamente sperimentate nei loro effetti, da Buchenwald ad Auschwitz.
Al rispuntare delle vecchie farneticazioni sul complotto giudaico, magari aggiornate in prospettive filo-islamiche (sentite nel giugno scorso anche qui a Reggio, in un Convegno svoltosi all’Astoria) si aggiungono ora quelle più “moderne” sulla minaccia di una islamizzazione dell’Europa. Teorie fra loro contraddittorie ma che insieme contribuiscono a formare un magmatico brodo di coltura da cui possono scaturire, in fasi di crisi economiche e politiche come quella attuale, azioni violente di ogni tipo.
Per questo richiamiamo tutti i soggetti aventi titolo ad occuparsi della salute pubblica del Paese, oltre che di quella mentale dei singoli, a non restare burocraticamente distaccati quando si segnalano i rischi dei rigurgiti neofascisti e neonazisti. Come è accaduto nei giorni scorsi a proposito della concessione di una sala pubblica per una iniziativa di Casa Pound nella nostra città.
A scanso di equivoci, usiamo in conclusione un piccolo sillogismo.
Quelli di Casa Pound non sono potenziali stragisti. Si dà però il caso preoccupante che chi compie azioni razzistiche, da Oslo a Firenze passando per tanti altri episodi per fortuna non altrettanto sanguinosi, si abbevera alle culture che Casa Pound ed altre consimili agenzie diffondono impunemente.

P.S.: Chi ha letto anche il comunicato demenziale della stessa Associazione in occasione della strage di Oslo non potrà non notare che l’autore – ricco di partigiana fantasia – si è immedesimato in un sostanziale copia-incolla. A luglio: “[…] C’è tutto un pullulare di agghiaccianti recuperi di teorie già viste e conosciute, e sperimentate nei loro effetti tragici, nell’Europa degli anni Trenta e Quaranta. Si va dal recupero delle teorie sulla “finanza ebraica” responsabile di ogni disgrazia economica e sociale (ne abbiamo sentito parlare anche a Reggio in un recente convegno con pretese storiografiche) , alla più “moderna” teoria della minaccia islamica sull’Europa. Teorie fra loro contraddittorie ma che insieme contribuiscono alla formazione di un magmatico brodo di coltura da cui possono scaturire, in fasi di crisi economiche e politiche come quella attuale, azioni violente di ogni tipo, anche quella che ha prodotto 93 vittime a Oslo.”

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3 commenti leave one →
  1. 26 dicembre 2011 13:13

    Il comunicato di Casa Pound è chiarissimo, chi insiste nel volerla ritenere mandante del folle è in malafede. Così come è in malafede chi succhia risorse pubbliche per fare la Resistenza all’esercito nazista, che se ne è andato da quasi 70 anni …ma non vede che il paese è ora occupato dagli Stati Uniti d’America.

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  1. Alleanze impensabili: ebraismo e sionismo di fronte alle potenze dell'Asse - Pagina 3 - Politica in Rete Forum

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