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Documento che farà discutere: quando i sionisti tedeschi chiesero di collaborare con il Reich (21-06-1933).

10 maggio 2011

[Dal capitolo 3 de “L’Asse Roma-Berlino-Tel Aviv”]

Memorandum inviato al Governo del Reich dalla federazione sionista di Germania
(ZVfD) in data 21 giugno 1933. Questo documento rimase nascosto finché non
fu pubblicato nel 1962 in Israele. Lo riproduciamo – traducendolo nei suoi punti principali – qui di
seguito, per come è stato riportato da Lenni Brenner:

[…] Ci possa quindi essere consentito di presentare le nostre opinioni, che, a
nostro avviso, rendono possibile una soluzione in linea con i principi del nuovo
Stato tedesco del risveglio nazionale e che, allo stesso tempo, potrebbero
rappresentare per gli ebrei, un nuovo ordine nelle condizioni della loro
esistenza […].
L’irrisolta questione ebraica è stata riconosciuta come la causa primaria dell’antisemitismo;
per questo, una soluzione costruttiva della questione ebraica
deve essere trovata. Per questo fine è richiesto il sostegno benevolo del
mondo non ebraico […].
Il sionismo riconobbe decenni fa che, come risultato del trend assimilatorio,
sarebbero apparsi segni di decadenza, che si cerca di superare, realizzando la
sua sfida, con la trasformazione completa della vita ebraica […].
È nostra opinione che una risposta veramente soddisfacente alla questione
ebraica può essere fornita allo Stato nazionale solo dalla collaborazione con
il movimento ebraico che auspica un rinnovamento sociale, culturale e morale
dell’ebraismo […].
Il sionismo crede che la rinascita della vita nazionale, come sta avvenendo
nella vita tedesca attraverso l’adesione ai valori cristiani e nazionali, debba
avere luogo nel gruppo nazionale ebraico. Anche per l’ebreo, origine, religione,
comunità di destino e coscienza di gruppo devono assumere importanza
decisiva nella formazione della sua vita. […] In questo non siamo preoccupati
dalla situazione del singolo ebreo che ha perso la sua posizione
economica e sociale come risultato del profondo rinnovamento tedesco. Ciò
che ci preoccupa è la creazione di una opportunità per la sussistenza dell’intero
gruppo, preservando il nostro onore, che è il nostro bene più prezioso.
Sulla fondazione del nuovo stato, che si basa sul principio della
razza, noi vogliamo adattare la nostra comunità alla struttura complessiva in
modo che anche per noi, nel settore a noi assegnato, possa realizzarsi una feconda
attività per la Patria. […]. La nostra nozione di nazionalità ebraica contempla
una chiara e sincera relazione con il popolo tedesco e le sue realtà nazionali
e razziali. Proprio perché non vogliamo falsificare questi
fondamenti, perché anche noi, siamo contro il matrimonio misto e per il
mantenimento della purezza del gruppo degli ebrei […].

[…] La fedeltà alla propria identità e alla propria cultura dà agli ebrei la forza
interiore che impedisce l’insulto rispetto ai sentimenti nazionali tedeschi; e il
radicamento in una propria spiritualità preserva l’ebreo dal diventare un critico
senza radici dei fondamenti nazionali dell’essenza germanica. L’allontanamento
nazionale che lo Stato richiede, sarebbe quindi portato a termine
facilmente come il risultato di uno sviluppo organico.
Così, l’ebraismo autocosciente qui descritto, nel nome del quale noi parliamo,
può trovare un posto nella struttura dello stato tedesco […]. Noi crediamo
nella possibilità di una onesta relazione di lealtà tra un gruppo di ebrei
coscienti e lo stato tedesco. […]
Per i suoi obiettivi pratici, il sionismo spera di ottenere la collaborazione anche
con un governo fondamentalmente ostile agli ebrei, perché nel trattare la
questione ebraica non sono coinvolti sentimentalismi ma problemi reali la
cui soluzione interessa tutti i popoli, e nel momento attuale specialmente il
popolo tedesco.
La realizzazione del sionismo non poteva che essere ferita dal risentimento
degli ebrei all’estero contro lo sviluppo tedesco. La propaganda del boicottaggio
– come quella che attualmente è diretta in vari modi contro la Germania
– è in sostanza non-sionista, perché il sionismo non vuole dare battaglia
ma convincere e costruire […] Le nostre osservazioni, qui presentate, si basano
sulla convinzione che, nel risolvere il problema secondo le proprie linee,
il governo tedesco avrà piena comprensione per una candida e limpida
posizione ebraica che si armonizzi con gli interessi dello Stato.

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7 commenti leave one →
  1. 14 giugno 2012 13:51

    Reblogged this on Radio Spada.

  2. Umberto permalink
    10 luglio 2012 17:27

    Si vede che gli ebrei iniziavano a preoccuparsi un po del socialismo nazionalista e identitario di Hitler, il quale avrebbe tagliato fuori la Germania dal circuito dell’ alta finanza capitalista internazionale.
    Di fatti questa richiesta è del giugno 1933, solamente 6 mesi dopo l’ inizio del Terzo Reich, e dunque quando ancora non era stata efficacemente conclusa la manovra di allontanamento dei non tedeschi dalle posizioni di controllo (politico, economico, sociale, culturale) dello Stato tedesco.

  3. 23 dicembre 2012 15:26

    ho ancora molto da leggere ma solo poco da capire, il piu’ e’ fatto Grazie, spero si possa arrivare alla piena verita’- senza + interferenze criminali

  4. Anonimo permalink
    21 gennaio 2013 14:10

    Il documento potrebbe essere letto, nell’ottica della storiografia ufficiale e consolidata, come un vano tentativo di ammorbidire la volontà persecutoria del nazismo, la quale sarebbe poi sfociata nella Shoah. Andrebbe però chiarito cosa il documento intenda per “allontanamento nazionale” (“L’allontanamento
    nazionale che lo Stato richiede, sarebbe quindi portato a termine
    facilmente come il risultato di uno sviluppo organico”). Se intende “soluzione finale territoriale”, ossia deportazione (condizione che il sionismo era disposto ad accettare, purché si creasse da qualche parte un territorio ebraico), allora esso anticipa ciò che sarà testualmente deliberato dalle autorità naziste a Wannsee. E il Sionismo condivideva il cinico presupposto evoluzionista secondo cui le avversità e le persecuzioni potevano favorire uno “sviluppo organico”. E’ esattamente la stessa idea che verrà riformulata a Wannsee.

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